Sto qua e ascolto il pianista. Sono all'ultimo tavolo a sinistra in fondo. Se non vi piace lo spirito del tempo, se vi piacerebbe conoscere la filosofia baol, se non riuscite a dormire o se state dormendo, venite. Mi riconoscerete subito: ho un tatuaggio a forma di fiocco di neve sulla mano. Starò qui fino a quando il pianista suonerà... E finché ci sono io, suonerà...
visitato *loading* volte
Caro diario,
sono qui a scriverti.. perchè devo.
Anche stavolta è andata così, come tutte le altre. Mi chiedo se sia il mio destino, se sia l'unica cosa che so fare.
Già mi era capitato altre volte, di incontrare una persona smarrita. Una persona che non credeva in sè, che non vedeva il bello della vita, che non trovava la propria strada. Tutte persone accomunate dalla sofferenza e dalla senzazione che ci fosse qualcosa di sbagliato nella propria vita, o che qualcosa vi mancasse.
Tutte persone meravigliose.
Mi piace pensare di aver contribuito a cambiare le cose o, almeno, di essere stato una buona compagnia nell'attesa che il vento cambiasse.
E spesso il vento è cambiato, il sole è sorto. Hanno trovato la loro via, ed in quel preciso istante sono scomparso ai loro occhi. Non ne sono triste e non ne faccio loro una colpa.
Poi ho incontrato lei. Mi ricordo bene.. era così piccola ...e insicura ...e fragile ...e dolce...
Sono diventato la sua casa, il luogo dove poter essere quello che è, dove poter parlare, dove stare bene, sentirsi sicura, dove poter tornare dopo una giornata faticosa. E lei è diventata la mia.
Non abbiamo mai saputo se fosse Amore, solo chi l'ha provato e l'ha perso, forse, può dirlo.
Senza che io me ne accorgessi le cose stavano però cambiando, lei diventava una donna. Stava crescendo. Diventava sicura di sè, forte e indipenente, senza però mai smettere di farmi sentire importante.
Poi un giorno forse ha capito. Ha capito che non poteva essere tutto qua, che era pronta a cercare la propria strada, con qualcuno che potesse darle quello di cui aveva davvero bisogno o anche da sola.
E sono svanito nel nulla. Ai suoi occhi sono scomparso, semplicemente ho cessato di esistere.
Non esisto se non per accompagnare chi sta male verso qualcosa di meglio, che non sono io.
E' l'unica cosa che so fare. Non so dare la felicità. Nè agli altri nè a me.
Faccio solo compagnia... sono solo una lanterna flebile nell'attesa che sorga il Sole.
Le persone che ho accanto... quelle che rimangono, credo che siano qui solo perchè non è ancora arrivato il momento giusto, non è ancora sorto il loro sole.
Tutte mi dicono che rimarranno, che ci saranno sempre, che dispiace essersi allontanate. Ma non può non essere così. Non è colpa loro, è giusto. Capisco che a loro dispiace sentire che io mi senta abbandonato da loro, ma non c'è altra via.
Detto così mi sembra di essere proprio un egoista ingrato. Non è così. Sono tutte persone straordinarie, che mi hanno dato e continuano a darmi tanto, tantissimo. Non ho davvero nulla che posso rimproverare loro. Cercano la propria felicità, e nessun diritto è più inalienabile. La tristezza è il capire che io, della loro felicità, non faccio parte.
Ogni volta è terribile e stavolta come non mai.
Dannazione. Sono troppo sensibile per non accorgermi di tutto questo, troppo intelligente per non capirlo, troppo egoista per essere solo felice della loro felicità.
Un giorno, anni fa, ho scritto una "poesia":
Come nebbia notturna
Senza che te ne accorga
Quando sorge il Sole
Evaporo
Ogni giorno, ogni volta la sento tristemente più mia.
Forse la mia è una fortuna, non potendo dare la felicità non ho mai spezzato il cuore a nessuno. Per il semplice motivo che non mi si può amare abbastanza.
La mia diversità, per assurdo, mi rende impossibile essere eccezionale. La mia diversità è essere per tutti uno dei tanti.
Forse la sola speranza è trovare qualcuno come me. Che non esiste.
